Operiamo nel settore metallurgico, manifatturiero, medicale, alimentare, petrolchimico e della meccanica generale
Gussago Giuliano è nato nel 1927. Ha 84 anni anche se non li dimostra: battuta facile, sguardo dritto e schietto, talvolta sornione, naturale propensione all’ironia e la sensibilità tipica di chi concepisce il lavoro come strumento di emancipazione sociale e umana, oltre che economica. Ha cominciato a lavorare a 15 anni in officina meccanica: prima come apprendista, poi come operaio e infine come capo officina. Sempre attento a rubare il mestiere, in costante e positiva competizione con colleghi e capi, spesso anche con sé stesso. Ha lavorato 18 anni in Dalmine e più di 20 in Mimetal e in altre aziende di piccola e media dimensione. E’ andato in pensione nel 1978, dopo 40 anni di lavoro dipendente, con un patrimonio ragguardevole di esperienza e di competenze, compagno inseparabile di torni e di frese. E’ cresciuto imparando da altri e ha aiutato a crescere un piccolo esercito di operai. Una volta andato in pensione, la moglie gli ha detto:” Ma ti decidi a fare qualcosa per la tua famiglia?”. Una simpatica provocazione, dopo 40 anni di ininterrotto lavoro, che lasciava trasparire la voglia del figlio Roberto di iniziare un’attività in proprio. Un sorriso, una battuta, e via alla nuova avventura. Nel 1978, neanche il tempo di godersi la prima mensilità di pensione, Giuliano ed il figlio Roberto hanno costituito la ditta di Torneria e Officina meccanica “Gussago Roberto”, in una cantina con 2 torni, una fresa e due trapani. Oggi, la ditta Gussago Roberto opera in un capannone di proprietà: 600 mq abitati da macchinari a controllo numerico, dove la vecchia perizia manuale è stata integrata dalle indispensabili competenze informatiche. In azienda lavorano 4 addetti (nel periodo di massima espansione ne sono passati 7) e al duo di testa si è da tempo aggiunto Filippo, figlio di Roberto e autentica anima informatica dell’azienda. Il settore è quello di sempre: meccanica di precisione nei comparti del medicale e petrolifero. I clienti sono vari e diversificati, ma prevalentemente medie aziende. “All’inizio è stata dura – sottolinea Giuliano – Ho trasmesso la mia esperienza e la mia professionalità a Roberto, e insieme abbiamo dovuto improvvisarci imprenditori, copiare a destra e a manca, senza mai distrarci, sempre sul pezzo, con determinazione ma anche con tanta umiltà. Si può dire che ce l’abbiamo fatta. L’arrivo di Filippo ha consentito il doppio passaggio generazionale, in modo rapido e quasi naturale, anche perché mio nipote ha imparato bene e in fretta. Mi piace il suo modo di affrontare il lavoro; mi piacerebbe essergli coetaneo per competere con lui come facevo un tempo con i miei colleghi. In modo positivo, ovviamente, perché la corretta competizione aiuta a crescere” Sulla crisi in corso, Giuliano e Roberto sono categorici: “E’ pesante ed il nostro fatturato ne ha risentito. Ci rendiamo conto della necessità di innovare il nostro approccio al mercato, senza trascurare nulla, nemmeno eventuali rapporti con nicchie di mercati esteri. In ogni caso, siamo abituati alle fatiche del lavoro, anche a quelle dei momenti difficili. Sappiamo darci le dimensioni giuste, sia nell’ambito dell’attività che della vita quotidiana. Non siamo attratti dalle futilità.” Giuliano, a 84 anni, continua ogni tanto ad andare in Officina, ancora attratto da un mondo che è stata la sua palestra di crescita, sia professionale che umana. “Guardo Roberto e Filippo e mi rendo conto di quanto oggi sia faticoso tirare avanti, ma ce l’abbiamo sempre fatta e l’impegno quotidiano non ci spaventa. Stiamo bene, anche se non ci siamo arricchiti, e da sempre siamo abituati a dare valore alle cose fondamentali della vita. Ho fatto 40 anni l’operaio e più di trenta l’imprenditore, pensando alla famiglia ed ai collaboratori. Il mio credo non è mai cambiato: i soldi spesi meglio sono quelli dati alla manodopera. Continuo a pensarla così e, pur con la mia veneranda età, continuo a guardare il futuro mio, di Roberto e di Filippo con serenità”.


